Labouratorio

Confessioni di un non-bamboccione

di Carmine D'Angelis - lunedì 10 dicembre 2007 - 722 views

Al ministro Padoa Schioppa

D’Angelis o De Niro?Caro TPS,
l’unico vantaggio di essere un giovane lavoratore, nell’Italia che lei contribuisce a governare, è quello di non sentirsi tirati in ballo dalle sue uscite sui bamboccioni. A dirla tutta, quella sua frase poco cortese è stata forse il contributo più tangibile che lei ha messo in campo a favore di noi non bamboccioni.
Per il resto c’è poco da esultare a non esser bamboccione; e se provo a fare un bilancio devo dire che:

Essere studente fuorisede è una cosa bellissima.
Cimentarsi con se stessi e le proprie capacità, ricominciare la vita quasi da zero, stabilire nuovi rapporti e nuove amicizie, fare un nuovo ed enorme bagaglio di esperienze.

Essere studente fuorisede è una cosa costosissima.
La mia famiglia per garantirmi la sopravvivenza ha dovuto sostenermi con almeno mille euro al mese per vivere e per pagare l’affitto di una stanza. Spesa alla quale poi si devono aggiungere tasse universitarie, libri, spese impreviste.

Essere studente fuorisede e lavoratore è importante per me come per tantissimi altri ragazzi di 20 anni.
Ho deciso di usufruire dell’unico ammortizzatore sociale a mia disposizione (la mia famiglia) per ovvi motivi. Ho scelto la via interinale e mi sono ritrovato a lavorare in una fabbrica come apprendista operaio metalmeccanico.
Cosa distingue un apprendista da un operaio? Nulla, tranne lo stipendio.

Lavorare e studiare non è una cosa impossibile, è faticosa si, anche tanto. Ma non impossibile.
È una questione di ritmi ed entrare nei giusti meccanismi. Sai che la mattina alle 5 devi uscire di casa, sai che alle 16 tornerai e sai che fino alle 21 massimo le 22 dovrai studiare. C’è da sacrificare un po’ di vita sociale, qualche aperitivo o qualche uscita serale in meno, meno svaghi e un bel po’ di accumulo di stress.
Bella vita di merda. Va detto però che dopo il primo mese l’abitudine aveva preso il sopravvento sulla stanchezza. Ma periodi di profonda crisi ne ho passati.

Per fortuna non ho l’obbligo di frequenza: se questa la si può definire fortuna…
Non avere l’obbligo di frequenza all’università ha fatto in modo che io potessi dedicarmi al lavoro e rispettare pienamente il mio contratto fulltime, naturalmente con straordinari annessi.
Non potete immaginare, voi che leggete il mio articolo, e sicuramente non lo immagina il ministro Padoa Schioppa quanto sia bello dover rinunciare a frequentare le lezioni universitarie; e soprattutto quanto poi sia stimolante prepararsi gli esami in completa solitudine, spesso con programmi giustamente raddoppiati per i non frequentanti.
E io che pensavo di laurearmi in fretta, imparare le lingue e trovarmi un lavoro.
Spesso non basta fare qualche lavoretto per i weekend per sostenersi. In molti casi come nel mio bisogna fare un vero e proprio lavoro per permettersi di studiare. Il rischio che corrono tanti come me, quindi, è quello di affollare semplicemente le università perché è impossibile laurearsi in tempo. Un rischio a cui si aggiunge quello di inserirsi con ulteriore ritardo nel mondo del lavoro che si vorrebbe fare dopo la laurea.
In una parola, quindi, mi sembra di rischiare realmente di dover rinunciare in futuro ai miei sogni .. oltretutto mentre una gran bella parte degli spiccioli che guadagno li giro allo stato in forma di tasse sempre più pesanti. Ma lo stato cosa sta facendo per me??
Grazie. Grazie al ….

Essere uno studente lavoratore interinale è utile a tempo determinato.
Per uno studente lavoratore che sceglie di rivolgersi ad una agenzia interinale, il contratto con scadenza mensile è un arma a doppio taglio. Se sei uno che lavora bene la proroga del contratto ti viene sempre riproposta e pensi che in questo modo, quando avrai dei periodi di maggiore intensità di studio (come il mese prima della sessione d’esame), potrai rifiutare in rinnovo del contratto. Questo cosa comporta?
Le conseguenze fondamentalmente sono due: la prima, e più importante, è che se tu non puoi lavorare per un periodo di tempo, anche minimo, per preparare e sostenere gli esami, durante quel lasso di tempo sei con il culo a terra e non esiste nessun tipo di supporto, neanche minimo, da parte dello stato; secondo, se si rifiuta un rinnovo del contratto proposto dall’azienda questa poi difficilmente ti richiamerà in futuro.

Uno studente lavoratore che fa il suo dovere piace ai capi, non ai colleghi operai.
Ho scoperto mio malgrado che c’è sempre qualcuno che non vuole che le cose siano fatte bene. Pensavo, in maniera forse un po’ ingenua, che questo discorso riguardasse il pubblico, invece è un comportamento diffuso.
I capi della ditta mi hanno sempre manifestato profonda stima per quello che facevo e soprattutto per come lo facevo.
Molti dei miei colleghi operai, invece, a stento mi sopportavano. Non sopportavano il fatto che io facessi il mio dovere serenamente. Per loro esistono regole non scritte di cui mi hanno parlato, ma che io non ho capito e che, soprattutto, non ho ritenuto giusto rispettare, perché ne avrebbe risentito la mia serenità e soprattutto il mio modo di lavorare.
Mi stavano semplicemente dicendo: non ci piace come lavori, devi fare le cose come diciamo noi. La vita da interinale non è dunque triste solo perché i contratti sono a scadenza spesso brevissima: la cosa più grave sono invece gli abusi che a volte dobbiamo subire dai nostri parigrado assunti dall’azienda a tempo indeterminato, i quali spesso e volentieri fanno svolgere a noi compiti a loro destinati, ci accusano dei loro errori e soprattutto a noi fanno riparare i loro errori.
Un comportamento che la mia intelligenza e la mia educazione non possono sopportare.
Rispetto a questa cosa non ho mai abbassato la testa e ho continuato a fare come io ritenevo giusto fare.

La teoria dell’unità di classe: una bugia.
Ammesso che un tempo sia davvero esistita un unità della classe operaia, di sicuro oggi di questa non si può più parlare. Tutti sono mossi da un insano egoismo e opportunismo, tutti disposti a farsi succhiare il sangue e a litigare tra di loro per 5euro in più sullo stipendio.
Anzi, scusate, vi ho detto una bugia: gli operai sono uniti. Sono stati uniti quando la CGIL li ha obbligati a votare “sì” al famoso referendum sul Welfare, come sono stati uniti nel fare gli scioperi per il rinnovo del contratto. Naturalmente hanno approfittato del giorno libero per “andare a farsi un giro in città e fare un po’ di shopping” (testuali parole di molti con cui ho parlato).
Ebbene quando il direttore dello stabilimento passò per intimare a tutti, soprattutto agli interinali di non scioperare io ero dalla sua parte.
Perché scioperare quando molti non sanno il perché e soprattutto invece di lottare per un loro diritto vanno a fare shopping??

Cara Italia, io ti amo anche, ma non sei bella come ti vorrei.
Allora chiedo al signor ministro quando io, quando noi migliaia di studenti-lavoratori-interinali-apprendisti potremo tirare un respiro di sollievo? Una speranza ce l’ho: magari se continuiamo ad abbassare l’età pensionabile forse tra una decina d’anni potrò ritirarmi per godere di una pensione da 20 centesimi al mese.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì 10 dicembre 2007 alle 00:11 ed è stato inserito nella categoria: Società e Cultura. Puoi seguire ogni risposta all'articolo controllando l'RSS Feed dei commenti. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito.

« Un Partito Socialista forte serve anche al PD
Intervista a Marco Cappato »

9 Commenti per “Confessioni di un non-bamboccione”

  1. malatempora Says:
    lunedì 10 dicembre 2007 alle 16:05

    Grande Carmine!!!!
    Se fossi tua madre sarei orgogliosa di te!
    ;-)

  2. Nicola Says:
    lunedì 10 dicembre 2007 alle 17:19

    Ciao CarmeLUzzo, Molto bello e molto vero quello che tu scrivi. Una bella testimonianza che dovrebbe far aprire gli occhi a tutti quelli che ci considerano dei semplici bamboccioni.Però credo che fare di tutta un erba un fascio è sbagliato; l’arrivismo che vige nelle fabbriche è frutto di un malessere generale sottovalutato da chi ci ha governato e da chi ci sta governando(Spero che chi ci governerà prenderà atto di tale stato sociale).La correttezza soprattutto in ambito lavorativo è il primo comandamento da rispettare, purtroppo quando si vive uno stato di crisi ognuno cerca di “tirare acqua al proprio mulino” talvolta a scapito anche di un collega. Ciao CarmeLUzzo.
    ti posso chiamare CarmeLUzzo?

  3. Tommaso Inoz Ciuffoletti Says:
    lunedì 10 dicembre 2007 alle 21:51

    Ti prego Carmine, se gli permetti di farti chiamare Carmeluzzo io, per fare giustizia, ti chiamerò STRONZO.
    E’ una promessa!

  4. Carmine D'Angelis Says:
    lunedì 10 dicembre 2007 alle 21:59

    caro nicoluzzo,innanzitutto grazie di aver letto labouratorio e nello specifico il mio articolo.sapevo che la mia idea del tutto personale che ho sul mondo operaio non avrebbe trovato terreno fertile.il che non mi dispiace anzi…tutto il contrario.voglio però sottolineare che il mio non è un attacco al mondo operaio,bensi a un sistema.a un sistema stato che di chiunque abbia un’eta compresa tra i 18 e 35-40anni non si preoccupa e infine un sistema sindacale che invece che essere a tutela dei diritti è piuttosto un fomentatore di battaglie

  5. Carmine D'Angelis Says:
    lunedì 10 dicembre 2007 alle 22:00

    ps: carmeluzzo proprio non mi piace,e poi non ho voglia di farmi chiamare stronzo da una merdaccia

  6. Criminalotto Says:
    martedì 11 dicembre 2007 alle 02:14

    E va bene Carminuzzo, ti avevamo avvertito. Al prossimo sgarro ti tagliamo i capelli in maniera civile!

  7. Carmine D'Angelis Says:
    martedì 11 dicembre 2007 alle 11:31

    non mi avrete mai!!!!!!!!e con quel nome soprattutto non fai paura a nessuno…

  8. Nicola Says:
    martedì 11 dicembre 2007 alle 14:49

    Inoz, sto pensando come soprannominarti. Che ne pensi ” Il fu il re del perudo”?

  9. Tommaso Inoz Ciuffoletti Says:
    martedì 11 dicembre 2007 alle 15:58

    Inoz è già un soprannome, ma “re del Perudo”, se volete togliermelo, dovete riuscire a battermi. Ti ricordo che anche questo fine settimana il re del Perudo ha lasciato San Giovanni da campione.

    Ma ora basta parlare dei casi nostri. Questo è un articoli di Carmeluzzo, portiamo rispetto.

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

  • LabVideo

  • La Redazione Online

    . Labouratorio Redazione Online@Facebook

    . Per scriverci:
    labouratorio-at-gmail.com
  • Siti Amici

    . Mondoperaio
    . Le Nuove Ragioni del Socialismo
    . La Mosca sul Cappello
    . Per la RnP
  • Archivio Numeri Precedenti

     . Tutti i numeri di Labouratorio
  • Labouratorio: n. 51

    • [LabCampagna] ADOTTA UN OMOFOBO
    • [Lab. 51] Abbiamo un piano. Ora non potete più fermarci.
    • [Sociopatie] Le ronde? Una tribù che balla!
    • [Sociopatie] Feisbuc? Una Smemoranda in mano ad una classe fuori controllo (emotivo)
    • [Regimi] Endorsement: a favore dell’immunità parlamentare
    • [Regimi] Diritto e rovescio. La Consulta e il lodo Alfano. Perchè e percome.
    • [Regimi] Contro la tirannia della maggioranza
    • [Socialismi] Pisc-Analisi politica di un(a) socialista oggi
    • [Socialismi] Seconda stella a destra verso … l’ultimo socialismo
    • [Socialismi] Il Socialismo nello scontro di civilta’
    • [Calabrie] Siamo i peggiori. Ma è la partitocrazia-ndrinocrazia a fare strage di popoli
    • [contro-Culture] Il Listone dello Zio One and please … dOn’T fOrGeT tO sHaKe yOuR aSS!!!!!!!
  • LabCards








  • Commenti recenti

    • Gianni su [Lab 35] La Creatura e la strutturale non democraticità della democrazia
    • Domenico su [LabCampagna] ADOTTA UN OMOFOBO
    • Lorenzo Gadotti su [Papa a La Sapienza]Lettera a Repubblica
    • romeo su [Socialismi] Pisc-Analisi politica di un(a) socialista oggi
    • romeo su [LabCampagna] ADOTTA UN OMOFOBO
    • Giuseppe Lavalle su [Labouratorio n.37] Ora che la crisi non è più virtuale
    • Plex su [Socialismi] Il Socialismo nello scontro di civilta’
    • Frank Di Cerbo New York su [Bufale mediatiche e culturali] Di mafia e Massoneria
    • Lorenzo su [Socialismi] Il Socialismo nello scontro di civilta’
    • Lorenzo su [Socialismi] Il Socialismo nello scontro di civilta’
  • Chi è in linea

    8 Utenti Online
    Users: 5 Ospiti, 3 Bots
  • Login

    • Si è smarrita la propria password?
    • Registrati
  • 7125 visite dal 2 Febbraio 2010

    Dal 19 Ottobre 2007 hanno visitato il nostro sito 72582 persone, leggendo 320018 pagine.

    2010: 2167 - 5524
    2009: 32450 - 111671
    2007-2008: 37965 - 202823

    Oggi ci hanno visitato in 6

    Browser:
    S.O. :
    IP: 38.107.191.108

  • Categorie

    • Dalla periferia dell'Impero (15)
    • Dalla redazione… (96)
    • Economia (24)
    • Intercettazioni (9)
    • Interviste (19)
    • LabDownload (53)
    • Liberatorio (62)
    • Politica Estera (34)
    • Politica Interna (236)
    • Previsioni del tempo (16)
    • Società e Cultura (151)
    • VideoLabouratorio (15)
  • Tags

    andrea natalini andrea pisauro antonello cresti Antonio Di Pietro Berlusconi Boselli congresso del partito socialista Craxi democrazia diritti civili Economia elezioni enrico boselli Europa Fgs giovanile Italia italia dei valori labouratorio laicità libertà luca bagatin marco pannella Partito Democratico Partito Socialista PD politica popolo delle libertà Previsioni del tempo PS PSE PSI radicali riccardo nencini riformismo romano prodi Rosa nel Pugno silvio berlusconi sinistra socialismo socialisti Tommaso Ciuffoletti università Veltroni Walter Veltroni
  • Spam Bloccato...

    46.946 commenti di spam bloccati da
    Akismet

Labouratorio is powered by WordPress | Based on Kelabu (Gray) Theme(modified) | 59 queries. 0,354 secondi.